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Quanto spazio può occupare una malattia nella vita di una persona? E cosa rimane quando, lentamente, si comincia a lasciarla andare?
Alice ha sedici anni quando entra a Villa Quiete, una struttura specializzata nella cura dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione.
È convinta di non essere abbastanza malata per trovarsi lì. E, nello stesso tempo, di non essere abbastanza forte per uscirne.
Nella stanza 23 trova un vecchio quaderno verde. Da anni passa da un paziente all'altro: chi occupa quella stanza può lasciare una pagina a chi verrà dopo, qualcosa che avrebbe voluto sentirsi dire nel momento più difficile.
Alice comincia a leggerlo.
E intanto incontra Nora, Giulia, Matteo, Ciro, Davide e Pietro. Persone molto diverse tra loro, perché anche i disturbi alimentari possono avere volti, corpi, età e storie profondamente diversi.
C'è chi cerca nel cibo un modo per controllare la propria vita. Chi si è abituato a diventare invisibile. Chi ha perso l'identità costruita nello sport. Chi usa l'ironia per nascondere la vergogna. Chi porta sulle spalle colpe che appartengono a un'altra vita.
Attorno a loro ci sono famiglie spaventate, genitori che si domandano dove abbiano sbagliato e un'équipe di professionisti che sa che curare non significa avere sempre la risposta giusta.
Stanza 23 è un romanzo corale sui disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, ma soprattutto sulle persone che li attraversano.
Racconta la malattia senza ridurla al peso o al cibo, la cura senza trasformarla in una strada lineare e la guarigione senza promettere miracoli.
Perché tornare a vivere non significa non avere più paura, ma imparare, un giorno alla volta, a non lasciare che sia la paura a decidere al posto nostro.
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