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L'ho fatto anch'io. Per anni, la mia voce è stata il megafono di un impero di cartapesta. Ho seduto in cabine insonorizzate a Roma e a Bari, davanti a microfoni che sembravano ragni metallici pronti a divorare l'anima. Ho usato le leggi perfette della fisica, le frequenze radiofoniche che viaggiano silenziose nell'etere, per inquinare il mondo con le parole di dittatori e generali. Credevamo, nella nostra ridicola superbia, di poter dettare le regole all'universo.
Vi hanno detto che le guerre si vincono con l'acciaio e si giustificano con gli ideali. Vi hanno mentito.
Ma l'universo non ascolta i bollettini di guerra. L'universo respira, si evolve, possiede una sua traiettoria nascosta, una *mira esistenziale* immensa e inarrestabile che ignora i confini che noi tracciamo col sangue sulla sabbia.
L'ho capito solo quando il cielo si è strappato. L'ho capito precipitando dentro una fusoliera in fiamme sopra i deserti della Mesopotamia, mentre la gravità, l'unica vera legge assoluta che non conosce bandiere, mi trascinava brutalmente verso la terra. Sono caduto dalle illusioni di grandezza dell'Europa fino al fango caldo dell'Iraq. E lì, in una piccola stanza di argilla cruda a Mosul, curato da mani nodose che non mi hanno chiesto il passaporto, ho finalmente smesso di parlare e ho iniziato ad ascoltare.
Ho visto l'Impero Fascista crollare sotto il sole spietato della Cirenaica. Ho visto la fredda e calcolata ipocrisia britannica nei corridoi eleganti della BBC a Londra. Ho visto la stella rossa cercare di sostituire il fascio littorio. Ho attraversato l'intero Novecento come un fantasma, cercando un senso tra le macerie delle nostre ideologie. E alla fine, ho scoperto che tutto ciò che costruiamo per dominarci a vicenda non è che polvere sollevata dal vento.
Questa non è la cronaca di un eroe, né il diario glorioso di un soldato. È la confessione di un disertore. Un uomo che ha tradito le nazioni per poter rimanere fedele all'Uomo.
Se cercate la gloria militare, chiudete queste pagine. Ma se volete sapere cosa rimane di noi quando le divise si strappano, quando le radio finalmente tacciono e la luce del sole rivela la polvere che danza immobile in una stanza vuota... allora sedetevi accanto a me.
Sentite questo odore? È l'odore dell'argilla bagnata. È l'inizio e la fine di tutto.
Questa è la mia storia.
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